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UN PERCORSO CON TRE ATTORI PROTAGONISTI

<La Redazione di Salento Medico ha chiesto al Direttore Generale dell’ASL Lecce Avv. Stefano Rossi di fare il punto sul processo in atto di “clinicizzazione” del Vito Fazzi, e lui ha aderito a tale nostra richiesta in modo entusiasta e puntuale, e di questo lo ringraziamo vivamente. Come i lettori potranno confermare, l’Avv. Rossi, senza giri di parole, mette a fuoco i problemi sul tappeto, le difficoltà da superare, le opportunità da cogliere, le prospettive che è possibile intravedere ed i traguardi da raggiungere, nella piena consapevolezza del momento storico che la Sanità Salentina sta vivendo. Dobbiamo dare atto che Regione, UniSalento ed ASL Lecce hanno lavorato e continuano a lavorare in piena sinergia  perché il sogno di tante generazioni si realizzi compiutamente, ma a tale fervore istituzionale si deve necessariamente affiancare l’ entusiastica adesione  di tutti coloro, Medici del S.S.N. e Medici Universitari,  che dovranno quotidianamente assicurare Assistenza, Didattica e Ricerca,  in uno spirito collaborativo che deve fare “Scuola” , la Scuola di Medicina e Chirurgia del Salento. Finalmente!>

 

I rapporti tra le Scuole di Medicina (un tempo denominate Facoltà) e gli Ospedali afferenti al SSN sono stati talora caratterizzati da conflittualità e contenziosi anche in sedi universitarie prestigiose. Di fatto nei due sistemi operano medici con prerogative e compiti in parte sovrapponibili e in parte differenti, e questo rende talora problematica la convivenza e la collaborazione. Al fine di disciplinare i rapporti tra Università e SSN fu emanato il D.LGS 517/1999 che stabilì che l’attività assistenziale, necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali delle Università, ovverossia didattica e ricerca, viene determinata nel quadro della programmazione regionale in modo da armonizzarla secondo specifici “protocolli d’intesa” stipulati colla Regione. Con tale decreto vi fu pertanto il superamento della duplicità dei modelli organizzativi-gestionali e venne introdotto il modello unico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, dotata di autonoma personalità giuridica, in grado di gestire non solo le attività assistenziali, ma anche quelle di didattica e di ricerca trovandosi pertanto inserita a pieno titolo nella rete formativa dei futuri “Medici-Chirurghi” e dei futuri “Medici Specialisti”.

Nel caso salentino si tratta di una “partita a tre” che vede protagonisti la Regione Puglia, UniSalento e la costituenda Azienda Ospedaliera-Universitaria “Vito Fazzi”, per la cui realizzazione sono Commissario dal 2022. I rapporti attuali tra questi tre “attori” sono tali da garantire, a tutti i livelli, le condizioni ottimali di collaborazione ed integrazione di funzioni con le conseguenti ricadute positive in termini di didattica, ricerca e pratica clinica. Il percorso per la realizzazione di quello che sarà il Policlinico Salentino è stato avviato ufficialmente con l’approvazione del Disegno di Legge N. 90 del 15/06/2022 da parte del Consiglio Regionale della Puglia nella seduta del 26 Luglio dello scorso anno (“Istituzione delle Aziende Ospedaliere Santissima Annunziata di Taranto e Vito Fazzi di Lecce”). Tuttavia, la Puglia è una delle Regioni in Piano Operativo finalizzato alla verifica della qualità delle prestazioni sanitarie ed al riequilibrio dei conti dei servizi sanitari. Ciò significa che la Regione Puglia opera affiancata dal Ministero dell’Economia e Finanze e dal Ministero della Salute, che devono esprimere il proprio parere anche sui tempi dell’istituzione della nuova azienda ospedaliera a Lecce (così come per il San Cataldo di Taranto). 

NESSUN IMPEDIMENTO ALLO SCORPORO DEL FAZZI DALLA ASL DI LECCE

Non risulta che ci siano aspetti tecnici in grado di impedire l’autorizzazione allo scorporo del Vito Fazzi dalla ASL di Lecce e ritengo che l’istituzione della nuova Azienda Ospedaliera potrebbe avvenire anche nel 2024, o comunque entro il prossimo triennio, allorquando ci saranno i primi laureati in Medicina dell’Università del Salento. In ogni caso, anche se ciò non dovesse realizzarsi in tempo il prossimo anno per l’avvio del IV anno del Corso di Laurea in Medicina (MedTec) di UniSalento, ciò non avrebbe alcun effetto sulla possibilità di fare pratica clinica in ospedale da parte dei futuri medici, come ho già avuto modo di ribadire. Peraltro, esiste già il precedente del Corso di laurea in Medicina di Taranto, ormai giunto al quarto anno di corso senza che sia stato realizzato lo scorporo dalla ASL (che mi ha visto Direttore Generale) dall’ospedale Santissima Annunziata, che è comunque punto di riferimento per la pratica clinica degli studenti. Va ricordato che il Fazzi ospita già 28 specializzandi afferenti a diversi Atenei italiani, potendo attestare per la maggior parte dei reparti ospedalieri il possesso dei requisiti e standard (in termini di numero di posti letto o interventi e prestazioni erogate) previsti dall’attuale normativa per l’ammissione dei medici in formazione. Allo stesso modo accoglieremo adeguatamente fin da subito anche gli aspiranti medici e gli infermieri tirocinanti di Unisalento indipendetemente dai tempi di realizzazione della nuova Azienda Ospedaliera.

Si tratta di un progetto di grande visione che ha come prospettiva anche il miglioramento continuo della qualità delle prestazioni e dell’assistenza sanitaria fornita ai cittadini, come conseguenza di una maggiore collaborazione tra clinici e ricercatori per fornire risposte sempre più avanzate (e in linea con le attuali frontiere della conoscenza e della ricerca scientifica) ai bisogni di salute. In questo contesto s’inserisce il percorso di progressivo rafforzamento del collegamento tra l’Università del Salento e l’ospedale di Lecce, la cui prospettiva di scorporo dalla ASL per diventare azienda ospedaliera autonoma (e quindi Policlinico Universitario) è pertanto necessaria e inarrestabile, dovendosi concretizzare attraverso passaggi operativi progressivi. La Regione Puglia si è mossa già concretamente su questa strada e sta per compiere un passo importante approvando con un atto deliberativo di Giunta Regionale la Convenzione predisposta dall’Università del Salento per la “clinicizzazione” dei reparti ospedalieri del Fazzi (con una dotazione di un posto letto ogni tre studenti), in modo da consentire un’effettiva presenza del personale universitario in ospedale ed una piena integrazione nelle attività di collaborazione con il personale sanitario oggi ancora afferente all’ASL Lecce. Nell’ambito della Convenzione verranno conferiti il Fazzi ed il nuovo DEA per l’attuazione di tale processo di integrazione, già prima dello scorporo tra ASL e nuova Azienda Ospedaliera. 

Lo scorso 7 Luglio si è svolto presso la sala conferenze del DEA al Vito Fazzi l’incontro organizzato dalla ASL Lecce e Università del Salento per presentare tutti i nuovi docenti già reclutati ed illustrare il percorso condiviso con la Regione Puglia sul collegamento tra l’ospedale di Lecce ed il nuovo corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (ad orientamento MEDTEC) dell’Università del Salento. I passaggi operativi sono stati illustrati dall’Assessore alle Politiche per la Salute Rocco Palese e dal Direttore del Dipartimento Regionale Vito Montanaro, insieme al Magnifico Rettore Prof. Fabio Pollice ed il delegato alla valorizzazione della Ricerca scientifica Prof. Alessandro Sannino, alla presenza di una folta rappresentanza dei Direttori di Unità Operativa e Dirigenti Medici del Presidio Ospedaliero Fazzi. Nello specifico, sono stati illustrati i dettagli della fase di convenzionamento tra Università del Salento e ASL Lecce per l’effettiva “clinicizzazione” dell’ospedale, già oggi frequentato dagli studenti del nuovo Corso di Laurea MEDTEC per alcuni tirocini in laboratorio. La necessità e inesorabilità della futura autonomia del Fazzi come Azienda Ospedaliera nei prossimi anni è stata delineata dai rappresentanti della Regione Puglia, che approverà a breve l’attesa convenzione con Unisalento per consentire la piena collaborazione tra personale sanitario ed universitario, rafforzando le sinergie e le collaborazioni esistenti.  

I NUOVI PROFESSORI E LA COLLABORAZIONE CON GLI OSPEDALIERI

Come affermato pubblicamente in occasione della presentazione del 7 Luglio scorso al DEA, sarà affidata ai docenti reclutati da Unisalento la guida dei reparti che non hanno un Direttore di Unità Operativa, mentre si procederà a individuare i posti letto a gestione universitaria laddove esiste già un Direttore o è in corso di espletamento il concorso per l’individuazione del primario ospedaliero. Peraltro, già nel D.LGS 502/1992 risultava chiara la volontà del legislatore di assegnare anche al medico ospedaliero, laddove possibile, funzioni e prerogative, non solo assistenziali, ma anche didattiche e di ricerca. In effetti la maggioranza delle Scuole di Medicina garantisce la possibilità agli operatori del SSN di ricevere incarichi didattici dalle Scuole di Medicina, sia in qualità di titolari di insegnamento sia di tutor. Come il Prof. Sannino ha avuto modo di spiegarci, la visione di UniSalento è quella di una “Open Faculty”, aperta cioè a tutti coloro che potranno comunicare la loro esperienza clinica sul campo, che consentirà la partecipazione del personale del SSN alla didattica in modo significativo e non residuale, costituendo un fattore favorente l’integrazione culturale e organizzativa tra componente ospedaliera ed universitaria. La Clinicizzazione potrà essere, inolte, un’opportunità importante per le nostre professionalità del SSN, mettendole in luce e valorizzandone le competenze distintive anche in chiave di tutoraggio ai medici e specialisti in formazione. Grazie all’integrazione tra assistenza, ricerca e formazione è possibile pensare che, con la Scuola di Medicina a Lecce, si aprirà un nuovo capitolo nella sanità dell’area vasta salentina, con investimenti tecnologici innovativi, infrastrutture (come il centro di simulazione avanzata che UniSalento sta costruendo) e su di un capitale umano in grado di trattenere in Puglia molti dei nostri giovani e diventare attrattivo a livello nazionale ed internazionale, con particolare riferimento all’area Mediterranea. La presenza della Scuola di Medicina potrà innalzare il livello della qualità delle cure grazie all’attivazione di protocolli e studi clinici per fornire un contributo concreto alla salute e al benessere dei cittadini, aumentandone la fiducia nel sistema di cure territoriale e riducendo la mobilità passiva verso altre Regioni. Infine, ci si aspetta che l’indirizzo bio-ingegneristico della Scuola di Medicina di UniSalento possa innescare nuove economie di scala, rendendo possibile l’avvio di un distretto tecnologico e di imprese impegnate nel settore biomedico, che potranno decidere di investire in Salento e non altrove, laddove la qualità della vita che sperimentiamo nella nostra terra potrà essa stessa diventare un fattore decisivo per attirare professionalità sempre più qualificate e imprese dall’Italia e dall’estero.

Avv. Stefano Rossi

Direttore Generale della ASL Lecce

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