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codogno

UN LIBRO DEL COLLEGA NINO VACCA NE SPIEGA I SIGNIFICATI

Fine gennaio 2020. A Codogno vi erano i primi casi di “influenza cinese” ancora non classificata come Covid 19. Ancora non si aveva contezza della estrema pericolosità di questo virus cinese e la vita da noi procedeva regolarmente. Tribunale di Taranto, aula superaffollata per un processo di responsabilità medica molto atteso, con il senno del poi tutti i presenti fortunatamente covid negativi.

 Io ed un collega urologo eravamo “testimoni” del pubblico ministero, ognuno per la parte di propria competenza. In verità con noi, poco avvezzi a quell’ambiente, ci sarebbe dovuto essere anche il medicolegale, impossibilitato però ad intervenire quel giorno per problemi familiari. Per questo motivo io ed il collega urologo avevamo sperato sino all’ultimo in un rinvio dell’udienza: affrontare giudice ed avvocati   senza il supporto del collega medico-legale, l’unico in grado di tradurre il diritto in medicina e viceversa, ci sembrava un rischio enorme. Ci sentivamo letteralmente spaesati.  Niente da fare. Il processo si sarebbe comunque tenuto e noi saremmo stati interrogati, anzi “escussi”. Alle 13.30, dopo una interminabile attesa, fummo chiamati a deporre, e, fatto inusuale nonostante la collegialità della consulenza, deporre in modo disgiunto, prima il collega urologo e poi io. 

Il collega fu subito sottoposto ad un fuoco di fila di domande da parte degli avvocati di parti opposte. In particolare un avvocato pretendeva di avere una risposta si/no alla sua domanda: alle 18.50 di quella sera le citochine erano già presenti oppure no?

Il peggio doveva ancora venire. Un avvocato chiese al collega urologo che idea si era fatto delle “SIT”.  Il collega trasecolò, provvidenzialmente intervenne il giudice, si accese una discussione tra avvocati sulla ammissibilità o meno della domanda e sulla “genuinità delle SIT”; il collega urologo – alla stregua di uno scolaro sorpreso impreparato – ne approfittò per girarsi verso di me cercando di non farsi accorgere e con smorfie labiali eloquenti mi chiese “che cosa sono queste SIT” pensando a qualche sottoprodotto metabolico dell’organismo, ed io feci spallucce. Quando la discussione tra avvocati si acquietò, il collega prese il coraggio a due mani e chiese: Scusatemi, ma cosa sono queste SIT?  A questo punto seguirono accorate scuse da parte di tutti gli specialisti del diritto lì presenti, giudice compreso, perché avevano dato per scontata la conoscenza di un “acronimo” che apparteneva solo a loro. Apprendemmo che le SIT sono le “Sommarie Informazioni Testimoniali”, sino ad allora a noi ignote.

Nessuno di noi può far a meno degli acronimi, ci semplificano la vita ma spesso ce la complicano. Talora esageriamo,  e non ci rendiamo conto che lo stesso acronimo può dar luogo a significati diversi. I.R.A. è insufficienza respiratoria acuta o insufficienza renale acuta?  Ben venga pertanto un libricino agile quale quello di Nino Vacca, frutto di una fatica notevole, utile soprattutto, ma non solo, in ambito oculistico. Si spera che anche altri, nel proprio settore di competenza, sentano l’esigenza di sistematizzare gli acronimi e replichino il lavoro di Nino. ASAP (As Soon As Possible).

Dr. SALVATORE SILVIO COLONNA

Dr Salvatore Silvio Colonna 

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