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UNISALENTO, I NUOVI PROFESSORI DI MEDICINA E CHIRURGIA.

Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia con curvatura bioingegneristica e con una rilevante componente tecnologica, MEDTEC di UNISALENTO era solo pochi anni fa un sogno e – per alcuni sognatori – impegno e progetto per una opportunità che fosse garanzia di futuro.

Oggi Medtec è al suo terzo anno di vita e l’OMCeO di Lecce, protagonista insieme ad altri soggetti e istituzioni, coglie con entusiasmo la partecipazione di tutto il territorio salentino in questa fase delicata e decisiva del percorso.

Registriamo oggi l’acuirsi di molte problematiche legate all’organizzazione del sistema sanitario, parallelamente ad una contrazione assolutamente rilevante delle risorse dedicate all’erogazione di sanità ed istruzione pubblica, mentre le richieste di salute da parte dei cittadini, particolarmente i più fragili, divengono sempre più incalzanti, specifiche, complesse e il disagio, le difficoltà, spesso la solitudine dei Medici è un dato quotidiano lacerante, che coinvolge e implica conseguenze valoriali.

Il punto centrale è rappresentato proprio dalla “questione medica”, dal ruolo professionale, scientifico e sociale del Medico; l’aspetto critico è d’altro canto specifico compito – spesso solo atteso – di chi deve organizzare, incentivare e valorizzare queste figure e configurare le adeguate strutture.

RICERCA, DIDATTICA E ASSISTENZA

L’Università del Salento contiene e declina con generosità tre aspetti fondanti, che rappresentano il riferimento nelle aspettative e nel futuro per il nostro territorio: la Ricerca, la Didattica e l’Assistenza.

La professionalità di chi si dedicherà a tali aspetti è quindi il fattore propulsivo e morale più rilevante.

L’OMCeO di Lecce, proprio per il ruolo istituzionale che gli è proprio, intende condividere con la straordinaria passione del Magnifico Rettore, con tutti i Colleghi Medici salentini e con i Cittadini i valori centrali, premessa del messaggio che Unisalento sta fornendo: garantire la qualità della cura, a tutela della salute dei cittadini e fornire i più saldi riferimenti futuri.

Ecco perché l’Ordine dei Medici salentini è entusiasticamente al fianco delle scelte di Unisalento e vorrebbe avere un ruolo sempre più rilevante e incisivo, istituzionalizzato nella sua intrinseca terzietà, finalizzata ad ottenere ciò che è mancato in un passato ormai remoto: l’accoglienza, il rapporto positivo e di riferimento proprio dell’Università rispetto alla comunità medica, lo scambio culturale bidirezionale costante, saldezza e condivisione di valori  tra il contesto sanitario salentino (MMG, ospedalieri, specialisti) e l’Università.

E’ questa la premessa per un accrescimento reciproco, perché è evidente che la complementarietà e l’univocità strategica dei due termini supera le perplessità individuali.

Ogni singola risposta, ogni atto medico, ogni apertura verso aspettative nuove devono necessariamente includere strumenti tecnologici avanzati, ricerca con inderogabile metodo scientifico, vicinanza e solidarietà nel rapporto di cura, visione personalizzata, ingegnerizzata, specifica ma olistica, in un rapporto di rete integrato che parta dalle richieste concrete ed epidemiologicamente rilevanti che il territorio propone, configurandosi sempre con connotazioni del tutto particolari.

Il rapporto tra Ordine e Medtec ha già maturato formulazioni inedite e significative, come ad esempio il training pratico, per la prima volta eseguito in Italia, tra studenti del 1° anno e MMG. Questo rapporto, particolarmente propositivo, ha evidenziato da subito – in un Corso di Laurea connotato dall’elevato contenuto tecnologico, dalla sperimentazione e ricerca – l’importanza dell’arte di umanizzare le cure nell’atto medico, messaggio prodromico per lo studente, che riscopre valori e premesse scientifiche alla base di una professione per la vita.

Si vuole citare anche l’importanza della visita degli studenti nei luoghi di super tecnologia clinica del DEA, direttamente in rapporto con l’attività medica e in prossimità con gli spazi di sperimentazione accademica, agibili a breve. Dimostrazioni vissute della Medicina come una scienza e un’arte complessa.

Cosa trasforma le perplessità, i dubbi, le riserve che nel passato hanno caratterizzato il rapporto dei salentini con un proprio Corso di studi in Medicina e Chirurgia (rendendolo praticamente impossibile) in una positiva ed entusiastica accoglienza? Certamente almeno due riferimenti: la partecipazione attiva e la qualità, riferita ad una universalità di interessi.

Oggi accogliamo il nuovo corpo docente, costituito molto spesso, nelle nomine dei mesi scorsi, da professionalità di particolare rilevanza ed eccellenza. Ci auguriamo che anche la scelta dei nuovi clinici (ormai prossima) sia altrettanto felice.

Siamo sicuri che saranno scelti professori giovani, ma di consolidata esperienza, con un equo riscontro femminile, oggi maggioritario e particolarmente consono al ruolo, che sappiano aprire orizzonti nuovi, più ampi, per dare speranza, forza, futuro, autonomia, riferimento e servizio alla comunità scientifica e medica.

Non tanto quindi professionisti “promossi in extremis” a professori, solo dopo le grandi disponibilità fornite dall’Azienda, ma professori, cioè maestri che siano disposti a mettersi al servizio del metodo scientifico, della didattica e dell’assistenza, che sappiano cogliere la ricerca come opportunità per dare certezza e prospettive al futuro.

Un corso di laurea tra i più “giovani” in Italia, con caratteristiche bioingegneristiche uniche nel nostro Paese nell’ambito dell’offerta pubblica, in una zona dove la qualità di vita è certamente invitante, deve vedere lo spirito accademico e collegiale improntato in un appassionante impegno di studio, di ricerca, di sperimentazione, di collaborazione.

E’ inutile ignorare che la scelta di tale team accademico certamente deve “fare i conti” con la realtà anche ospedaliera già esistente e consolidata, ma anche qui è proprio il ruolo diverso e complementare, la compartecipazione in Percorsi Diagnostici Terapeutici e Assistenziali e di Ricerca, la qualità certificata da dati oggettivi e non da “pubblica opinione”, la disponibilità ad ascoltare e dare, interagire e lavorare con passione e serietà che saranno le caratteristiche vincenti in questa sfida che contiene le basi e nella quale riponiamo le speranze di un Sistema Sanitario e Accademico, eccellenze italiane.

Giovanni-delle-donne

Giovanni delle Donne

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