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INTERVISTA AL PROFESSORE ANDREA BERNETTI

Prof BERNETTI ANDREA 

Medico Chirurgo – Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa (Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa diretta dal Chiar.mo Prof. V.Santilli). Professore Ordinario in Medicina Fisica e Riabilitativa.  Vice Presidente Vicario SIMFER. Già Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma, Disciplina Medicina Fisica e Riabilitativa e Responsabile del servizio di Medicina Riabilitativa Interventistica. 

Medico Fisiatra dell’Istituto di Scienza e Medicina dello Sport C.O.N.I. Responsabile visite fisiatriche squadre olimpiche, atleti di interesse nazionale ed agonisti.  Membro dell’Editorial Board di Riviste nazionali ed internazionali.  Coordinatore Scientifico di Libri su Linee guida, buone pratiche ed evidenze scientifiche in Medicina Fisica e Riabilitativa a cura del Prof. Valter Santilli.  Docente in Corsi di alta formazione presso   Università “Sapienza” Roma.

D) La Medicina Fisica e Riabilitazione abbraccia un campo vastissimo perché interessa diversi quadri patologici in fase post-acuta sia del bambino che dell’adulto. Quali sono i settori che intende almeno inizialmente privilegiare?

R) La Medicina Fisica e Riabilitativa è una disciplina che abbraccia diversi ambiti della medicina, costituendone uno dei pilastri fondamentali. In teoria il processo riabilitativo non si limita alla sola fase sub-acuta, ma è un percorso che dovrebbe prevedere una presa in carico della persona affetta da esiti disabilitanti di patologie di diversa natura fin dalla fase acuta, o addirittura prima in caso ad esempio di interventi chirurgici programmati attraverso la cosiddetta pre-abilitazione, prosegue poi nella fase di post-acuzie e poi successivamente ancora in base alle caratteristiche del caso singolo. La mia intenzione è quella di puntare molto sulla tecnologia in riabilitazione, cogliendo le opportunità di innovazione che attualmente sono disponibili per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei trattamenti riabilitativi, fornendo un supporto utile a tutto il personale coinvolto nel team riabilitativo e alla persona con disabilità che rappresenta il cuore delle attività di riabilitazione.

D) In Riabilitazione sono state introdotte nuove tecnologie quali la realtà virtuale, la robotica e la tele-riabilitazione motoria, e nell’ambito del Dipartimento di Ingegneria di UniSalento si sono sviluppate competenze tecniche nella progettazione e sviluppo di queste nuove tecnologie. Ritiene che potrà essere possibile una collaborazione inter-professionale in tale ambito?

R) Sono convinto che la collaborazione inter-professionale rappresenti una risorsa fondamentale per imprimere un impulso al campo della medicina ed in particolare della riabilitazione. Terapie fisiche strumentali, realtà virtuale, tele-riabilitazione, robotica sono solo alcuni degli ambiti tecnologici sui quali è necessario investire per effettuare una riabilitazione moderna ed efficace che permetta inoltre anche un migliore accesso alle cure. E’ mia intenzione collaborare con tutti i colleghi di Unisalento che già si occupano in modo eccezionale di alcuni di questi ambiti o comunque di tematiche affini. Così come mi piacerebbe aprire un confronto con i colleghi medici delle diverse strutture del territorio per approfondire quali siano le necessità dal loro punto di vista.

D) Quali possono essere i vantaggi di una ben organizzata tele-riabilitazione motoria, per esempio nel post-ictus?

R) Possiamo semplicemente parlare di tele-riabilitazione senza specificare con il termine “motoria” perché in realtà non ci si limita al recupero del movimento ma ad esempio sono molto importanti gli aspetti cognitivi, la gestione di problematiche come l’afasia, la disfagia e molte altre ancora. Sicuramente attivare un servizio di tele-riabilitazione rappresenterebbe un’opportunità estremamente rilevante per poter seguire le persone con disabilità in modo più assiduo fornendo al contempo supporto ai caregiver., Questo in considerazione anche del cambio di paradigma nella medicina moderna che prevede sempre di più la casa come luogo di cura.

D) Come è cambiata nel tempo la formazione del Fisiatra?  Centri di simulazione medica possono essere utili nella formazione del Fisiatra?

R) Uno dei desideri e degli obiettivi più grandi che ho è quello di aprire una Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa. Solo in questo modo si porterebbe veramente a compimento lo sforzo che un’università come Unisalento sta portando avanti con l’apertura della facoltà di medicina. Infatti, dal mio punto di vista l’eccezionale risultato di portare alla laurea in medicina gli studenti avrebbe il suo risultato massimo nel far rimanere quegli stessi studenti a seguire una scuola di specializzazione. Creando così una risorsa continua di generazioni di medici e specialisti fondamentale per tutto il territorio. La formazione professionale del fisiatra deve essere in costante evoluzione e aggiornamento e da questo punto di vista sicuramente avere a disposizione strumenti di simulazione è molto importante.

D) Qual è la sua opinione circa l’indirizzo bio-ingegneristico della Scuola di Medicina?  Pensa che possa penalizzare la formazione del medico in tema di relazione e comunicazione?

R) L’indirizzo bio-ingegneristico rappresenta un elemento di assoluto valore per l’Università e per tutti gli studenti. La formazione del medico non viene penalizzata, sicuramente chi sceglierà questo percorso deve comunque farlo con consapevolezza di un impegno di studio importante.

D) La Scuola di Medicina deve avere necessariamente un respiro internazionale attraverso reti di collaborazione con Istituti esteri importanti, scambi di docenti ricercatori e studenti. Quale la sua esperienza in proposito?

R) Sono totalmente d’accordo. Fin dal mio percorso di laurea sono stato un convinto sostenitore dell’accrescimento culturale e formativo che gli scambi internazionali possono portare, sono infatti partito come studente Erasmus in Ungheria. Attualmente ricopro il ruolo di Vicepresidente della società scientifica di riferimento della mia disciplina, la SIMFER, ruolo attraverso il quale collaboro attivamente con le società europee ed internazionali.

D) Ccome intende promuovere il coordinamento con le U.O. Ospedaliere e con le strutture territoriali dell’ASL Lecce, rispettando il principio della continuità ospedale-territorio? 

R) Questo è un aspetto estremamente importante soprattutto in considerazione di garantire ai pazienti un percorso di cure continuativo e preciso. Naturalmente è un discorso che deve essere necessariamente portato avanti con i direttori e i dirigenti delle diverse strutture e della ASL, così come con gli altri colleghi, affinché ciascuno metta a disposizione le proprie competenze. Sono convinto di come ci siano già delle eccellenze ospedaliere e territoriali con le quali ho intenzione di collaborare apportando il mio contributo. 

D) La Riabilitazione coinvolge diverse figure professionali e gli specialisti di diverse discipline. Quali iniziative intende intraprendere per favorire una effettiva partecipazione interdisciplinare ed interprofessionale?

R) La Medicina Fisica e Riabilitativa per sua natura nasce come una disciplina aperta ad un approccio interdisciplinare e interprofessionale. Basti pensare alla strutturazione del “Team Riabilitativo” che prevede appunto la strutturazione di un gruppo organizzato di professionisti sanitari che strutturi un “Progetto Riabilitativo Individuale” finalizzato al raggiungimento degli obiettivi riabilitativi attraverso lo sviluppo dei “Programmi Riabilitativi”. E’ mia intenzione attuare iniziative formative e divulgative che favoriscano l’ulteriore integrazione tra le diverse discipline.

D) La Ricerca in Italia viene spesso considerata il nostro tallone d’Achille. Nei Paesi anglosassoni e scandinavi viene invece vista dallo Stato come un elemento di prestigio, e quindi salvaguardata. Lo sviluppo della ricerca potrebbe essere un elemento di particolare attrattività per i nostri “cervelli in fuga”?

R) Questo è un aspetto critico. Mi limito a rispondere per ciò che riguarda l’ambito medico. Credo che sia necessaria una profonda riflessione che consideri aspetti di natura economica e di sviluppo. Attualmente la carriera nel mondo della ricerca, in particolare in medicina, viene considerata poco attrattiva in considerazione soprattutto degli investimenti esigui, del precariato e della assoluta inadeguatezza degli emolumenti. Sicuramente la recente riforma ha parzialmente migliorato alcuni aspetti, ma credo siano necessari ulteriori interventi. A mero titolo esemplificativo un medico impegnato nell’attività universitaria affronta ad oggi alcune problematiche che talvolta scoraggiano in partenza i giovani, in primis le difficoltà che insorgono per l’attribuzione delle funzioni assistenziali, la strutturazione clinica, che non sempre segue di pari passo la presa di servizio presso le università. Inoltre, anche il notevole carico di lavoro di didattica, ricerca e terza missione che si aggiunge a quello dell’attività clinica, senza che per quest’ultima ci sia una sostanziale differenza economica, rappresenta un elemento sul quale riflettere. Sono necessarie riforme ed investimenti che valorizzino chi ha intenzione di lavorare nella ricerca, nell’istruzione, perchè sono pilastri fondamentali del futuro di un paese.

D) Quali linee di ricerca intende sviluppare?

R) In particolare, ma non solo, mi occupo di analisi del movimento, tecnologie in riabilitazione, teleriabilitazione, fisiatria interventistica. Ho tuttavia intenzione di implementare le attività di ricerca attraverso la collaborazione con tutti i colleghi di Unisalento e delle strutture ospedaliere e territoriali, in particolare naturalmente con coloro che afferiranno alla costituenda Azienda Ospedaliero Universitaria “Vito Fazzi”, apportando il mio contributo per quelle che sono le mie competenze in ambito clinico e di ricerca.

 

PROF.-ANDREA-BERNETTI

PROF. ANDREA BERNETTI 

Professore di Medicina Fisica e Riabilitazione presso UniSalento – Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Corso di Laurea in Infermieristica

 

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