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LA STRATEGIA ITALIANA PER LA SALUTE DEL CERVELLO 2024-2031. A COLLOQUIO CON LA PROFESSORESSA MATILDE LEONARDI

Un recente studio, pubblicato nel marzo 2024 su Lancet Neurology, intitolato “Global, regional, and national burden of disorders affecting the nervous system, 1990-2021: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021” *, ha evidenziato che nel 2021 le patologie neurologiche colpivano circa 3.4 miliardi di persone, equivalenti al 43% della popolazione mondiale, ed erano la principale causa di disabilità. Più dell’80% dei casi di mortalità e disabilità dovuti a patologie neurologiche si verificavano nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alle cure è molto disomogeneo. Nei Paesi europei, le dieci principali patologie neurologiche che contribuivano al maggior grado di disabilità erano: ictus, emicrania, demenza, neuropatia diabetica, tumori cerebrali, disordini dello spettro autistico, epilessia, lesioni cerebrali post-traumatiche, nascita prematura ed encefalopatia neonatale. Gli autori hanno inoltre identificato 18 fattori di rischio per l’ictus, quattro per l’encefalite e la meningite, tre per la malattia di Alzheimer e altre demenze, e uno ciascuno per l’epilessia idiopatica, la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla e la disabilità intellettiva. Il fattore di rischio più rilevante per l’ictus era l’ipertensione arteriosa; altri fattori di rischio includevano l’inquinamento atmosferico e quello domestico dell’aria. Il fumo è stato associato a un maggior rischio di ictus, demenza e sclerosi multipla. L’iperglicemia a digiuno è stata associata ad un maggior rischio di demenza, mentre l’abuso di alcol è stato associato ad un maggior rischio di epilessia idiopatica.

I risultati di tale studio suggeriscono la necessità di promuovere strategie di prevenzione e trattamento personalizzate, piani di salute pubblica e progetti di ricerca su nuove terapie per fronteggiare il crescente carico delle malattie neurologiche. Il 12 marzo 2024, in occasione della Settimana Mondiale del Cervello, è stata lanciata e presentata in un incontro alla Camera dei Deputati la Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024-2031 declinata nel Manifesto Italiano “One Brain, One Health”, che mira a definire i punti chiave di tale Strategia. 

In occasione di tale evento è stata intervistata per Salento Medico la Professoressa Matilde Leonardi, neurologa e pediatra, Direttore dell’U.O.C. Neurologia Salute Pubblica Disabilità e del Coma Research Centre dell’IRCCS Carlo Besta di Milano. È inoltre Presidente del “Communication Committee” dell’European Academy of Neurology (EAN) e Consigliere della Società Italiana di Neurologia (SIN).  Ha numerosi incarichi per Ministeri e per organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità.  

 

  1. D) Prof.ssa Leonardi, da Consigliere della Società Italiana di Neurologia, ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura di tale documento. Quali sono i punti principali di tale strategia?
  2. R) La strategia italiana per la salute del cervello non fa altro che introdurre in Italia, il quinto paese al mondo dopo la Finlandia, la Svizzera, la Norvegia e l’Austria, la strategia lanciata dall’OMS nel 2022 che mira a sensibilizzare sull’aumento delle malattie neurologiche, legate soprattutto all’invecchiamento e alla maggior sopravvivenza, e sull’importanza di preservare la salute del cervello.  Si parla poco di salute del cervello, perché sembra essere un dato scontato; in genere ci si occupa del cervello solo quando si ammala, manca la consapevolezza nella popolazione generale e forse anche tra i professionisti medici che il cervello è un organo da preservare e che ogni individuo dovrebbe, e può, occuparsene fin dalla primissima età. 
  3. D) Cosa si intende per “Salute del Cervello “? 
  4. R) La salute del cervello, anche per la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è  “la condizione in cui ogni individuo può realizzare le proprie capacità e ottimizzare il proprio funzionamento cognitivo, emotivo, psicologico e comportamentale per affrontare le situazioni della vita” ; pertanto un intervento su tutti questi aspetti, attraverso una collaborazione transculturale e transdisciplinare, migliorando la salute del cervello di fatto contribuisce al miglioramento della salute generale delle persone. La salute del cervello non si limita all’assenza di malattia, ma implica tutte quelle condizioni che consentono una vita caratterizzata da un certo grado di benessere, anche in presenza di una malattia cerebrale.
  5. D) In pratica, come intende la Società Italiana di Neurologia (SIN) promuovere la “salute del cervello”? 
  6. R) La Società Italiana di Neurologia introduce la strategia della salute del cervello in Italia con l’obiettivo di coinvolgere le “6 P“: Pazienti (associazioni di pazienti e caregiver), Professionisti sanitari, Providers (fornitori di servizi socio-sanitari, terapie e tecnologie), Partners (società scientifiche, università, enti di ricerca), Politici e Popolazione generale. La strategia italiana per la salute del Cervello è stata presentata alla presenza del Ministro Schillaci, di un rappresentante del Ministro per le disabilità, di altri rappresentanti istituzionali, società scientifiche e associazioni dei pazienti e dei caregivers. 
  7. D) Quale significato dare al titolo della Strategia Italiana: “One Brain, One Health”? 
  8. R) Il Manifesto è stato intitolato “One Brain, One Health” per dare risalto al fatto che le persone vivono in un contesto ambientale ed è proprio la relazione tra la persona e il proprio ambiente che determina la salute, e in particolare la salute del cervello. Non si può curare il cervello al di fuori del contesto in cui la persona vive. La distinzione tra “salute mentale” e “salute del cervello”, così come tra malattie psichiatriche e malattie neurologiche, non è possibile poiché esistono notevoli sovrapposizioni sia dal punto di vista scientifico che da quello della pratica clinica. Nel nostro Manifesto, l’idea di “One Brain” implica la necessità di superare la frammentazione tra malattie neurologiche e mentali; inoltre, rafforza il senso di comunità, ritenendo che ogni cervello, e quindi ogni individuo, sia connesso al cervello di tutti gli altri. “One health” sottolinea il fatto che la salute del cervello, e quindi delle persone, è strettamente legata alla salute dell’intero ecosistema. E’ necessario agire sulla prevenzione, lavorando su temi di ricerca, promuovendo tavoli di dialogo, cercando di parlare insieme sulle malattie del cervello che sono neurologiche, mentali, psichiatriche, con il supporto di tutti gli specialisti, le istituzioni e le associazioni che se ne occupano».
  9. D) Lei è anche Presidente della “Communication Committee” della “European Academy of Neurology (EAN)”, che nel 2022 ha lanciato la “Brain Health Mission”. In cosa consiste questa “missione”?
  10. R) In Europa la strategia mondiale è stata implementata e adottata dall’”European Academy of Neurology” (EAN) che è l’associazione delle associazioni neurologiche nazionali, rappresentante quindi 44 Stati europei e più di 47000 neurologi. L’EAN cerca di adattare la strategia mondiale al contesto europeo, che è diverso da quello africano o da altri che hanno meno risorse. Per sensibilizzare sull’importanza della salute del cervello l’EAN ha lanciato diverse iniziative tra cui la “Brain Health School Challenge”, un progetto che ha già coinvolto più di 100 classi della scuola primaria in Austria e 600 scuole elementari in Finlandia e che invita gli studenti a proporre un’idea su come motivare i loro coetanei a prendersi cura della propria salute cerebrale. Il progetto può essere presentato in vari modi, inclusi un poster, un breve video, una canzone, un testo, un fumetto, una danza, ecc. È importante che il contributo promuova la salute cerebrale e motivi altri giovani ad impegnarsi in attività volte alla salute cerebrale. Questo progetto ha insegnato ai bambini che la cura del cervello deve essere fatta ogni giorno, come quando noi ci laviamo i denti. Tutti i giorni laviamo i denti, tutti i giorni dobbiamo occuparci della salute del nostro cervello. Come Società Italiana di Neurologia, ci impegniamo a far partire lo stesso progetto in Italia, e sarà coinvolta sicuramente anche la Regione Puglia. 
  11. D) Come pensa si possa implementare questa strategia a livello locale?
  12. R) Nei nostri Paesi europei vi è un’alta incidenza di malattie neurodegenerative e ictus. Molte di queste patologie però possono essere efficacemente prevenute. Si pensi per esempio all’ictus ischemico, il cui rischio può essere notevolmente ridotto adottando alcune misure comportamentali, come ad esempio fare un po’ di attività fisica ogni giorno, controllare la pressione arteriosa, avere una dieta sana ed equilibrata, e una glicemia e un colesterolo bassi. Educare le persone, e in particolare i giovani, ad evitare il fumo e l’abuso di alcool non è solo un aspetto fondamentale per la salute generale, ma anche un modo per ridurre l’impatto negativo di tali sostanze sulla salute del cervello. Per la salute del cervello è anche importante avere e mantenere relazioni sociali, la solitudine impatta negativamente sulla salute del cervello e la pandemia da COVID 19 lo ha evidenziato in maniera molto chiara. È stato dimostrato che avere relazioni sociali attive mantiene il cervello sano, riducendo il rischio di malattie cognitive. Pertanto, incoraggiare la costruzione e il mantenimento di reti sociali solide può avere un impatto significativo sulla salute del cervello e sul benessere generale delle persone.
  13. D) Quale ruolo possono avere i Medici in questa campagna?
  14. R) La promozione della salute del cervello non è solamente responsabilità degli specialisti, neurologi o psichiatri, riabilitatori o neuropediatri, ma coinvolge l’intera comunità medica. Spesso noi Medici lavoriamo in modo isolato, soprattutto sul territorio, dove spesso si riscontrano le difficoltà nel gestire pazienti complessi. Ad esempio, gli adolescenti con problemi mentali spesso non trovano risposte appropriate sul territorio, così come le persone con disabilità mentali che, fino ai 18 anni, ricevono assistenza dalle neuropsichiatrie dell’infanzia e dell’adolescenza, ma poi faticano a trovare un adeguato percorso di presa in carico successivamente. 

Ogni professionista sanitario può svolgere un ruolo attivo nel migliorare la salute della propria comunità. I medici di medicina generale, ad esempio, possono promuovere la salute del cervello consigliando tutte quelle azioni che contribuiscono al mantenimento della riserva cognitiva e alla prevenzione che, come ho detto sopra, ogni persona può e deve fare. Nella strategia “One Brain, One Health”, ogni individuo infatti può rivestire un ruolo da protagonista. 

Ogni Medico, inclusi i Colleghi dell’Ordine di Lecce, può e deve sentirsi coinvolto nella promozione della salute del cervello e contribuire alla formazione di reti tra specialisti finalizzate al benessere delle persone. 

Il cervello compie gesta straordinarie: compone musica, scrive poesie, crea opere d’arte, definisce i colori, inventa storie e persino mi permette di comunicare con voi oggi. Pertanto, la salute del nostro cervello è un aspetto che riguarda tutti e per cui ciascuno può fare la propria parte.

* GBD 2021 Nervous System Disorders Collaborators. Global, regional, and national burden of disorders affecting the nervous system, 1990-2021: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021. Lancet Neurol. 2024 Apr;23(4):344-381. doi: 10.1016/S1474-4422(24)00038-3. Epub 2024 Mar 14. Erratum in: Lancet Neurol. 2024 Mar 18;: PMID: 38493795; PMCID: PMC10949

Il-Manifesto-Italiano-per-la-campagna-One-Brain-One-Health

 

Il Manifesto Italiano per la campagna “One Brain, One Health”

 

Prof.ssa Matilde Leonardi

Prof.ssa Matilde Leonardi

Dott.ssa Isabella Colonna

Dott.ssa Isabella Colonna

 

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