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guardia-costiera

UNA SPERIMENTAZIONE PRELIMINARE PER ACCERTARNE L’ATTUABILITA’ CON SICUREZZA

SCOPO DELLO STUDIO

E’ accduto più di una volta che in caso di arresto cardiaco il Defibrillatore Automatico Esterno (DAE), nonostante il breve tempo di intervento, non abbia erogato lo schock o abbia erogato uno schock inappropriato, a causa di una lettura automatica, da parte del device, di false immagini di tracciato elettrocardiografico, dovute ad artefatti imputabili a vistose vibrazioni ingenerate dal motore e dal movimento delle autoambulanze o di altri mezzi di locomozione, intervenuti in emergenza. 

Spesso sono le motovedette della Guardia Costiera che intervengono in emergenza su natanti vari, con malati a bordo oppure su naufraghi o, ancora, su nuotatori in difficoltà per annegamento, affetti da arresto cardio respiratorio. Ed è abbastanza stato dimostrato che l’unico apparecchio salvavita nell’arresto cardiaco ipercinetico è il Defibrillatore automatico esterno (DAE), il quale, leggendo correttamente la traccia dell elettrocardiogramma del paziente, in caso di tachiaritmia ventricolare terminale, eroga una scarica elettrica che interrompe l’aritmia fatale, salvando la vita del malato.

Lo scopo della sperimentazine era quella di verificare se le vibrazioni dei potenti motori diesel delle motovedette della Guardia Costiera in navigazione e a diverse velocità, potessero ingenerare artefatti del tracciato elettrocardiografico con successivi falsi interventi indicati dalla lettura automatica impropria dell’elettrocardiogramma da parte dell apparecchio DAE.

 

MATERIALI E METODI

Sono stati usati apparecchi DAE della Zoll, X Series, completi di monitor ecg a 12 derivazioni, Saturimetro O2, Sfigmomanometro per la pressione arteriosa  e Defibrillatore a onda bifasica. Le motovedette della Guardia Costiera erano di tipo MM/VV classe 800 B, dislocamento 12,5 tonnellate, dotate di 2 motori diesel a turbina della potenza di 1200 cavalli totali, velocità massima 32 nodi a 24.000 giri motore /minuto. Gli elettrodi sono stati applicati a individui maschi, età 30 anni, in buona salute, con monitoraggio continuo in posizione supina, sul ponte dell’imbarcazione, dapprima ferma in porto, a motore spento e a motore acceso e successivamente in movimento, a velocità crescenti di 10,15,20,25,30 nodi ogni 10 minuti, per verificare le ventuali modificazioni elettrocardiografiche, indotte dalle vibrazioni del motore e dal moto ondoso e la presenza di artefatti ecgrafici tipici, tali da provocare false interpretazioni del tracciato come quadri di fibrillazione ventricolare o asistolia.

 

RISULTATI E CONCLUSIONI

Le vibrazioni dei potenti motori, il rullio e il beccheggio dell’imbarcazione, le accostate e moto ondoso avrebbero potuto ingenerare il dubbio di un eventuale malfunzionameto del defibrillatore o anche un aggravamento delle condizioni cliniche del paziente. E’ stato dimostrato, infatti, che le accellerazioni o decelerazioni improvvise anche di un autoambulanza possono provocare una accellerazione lineare piedi-testa di 0,6-0,8 G per 7″- 9″ secondi e modificare la pressione arteriosa (+10%) e la frequenza cardiaca (-10%) così come il rumore eccessivo di un elicottero o della sirena bitonale dell autoambulanza possono addirittura farle aumentare con un aggravamento delle condizioni emodinamiche del malato. (1) E’ riportato che gli insulti cardiovascolari durante il trasporto ammontano al 33% con una mortalità del 2%. (1-2)

Durante tutta la sperimentazione, le registrazioni del tracciato elettrocardiografico  sono state chiare e leggibili, senza lacun minimo artefatto anche durante le alte velocità e le accostate, ai massimi giri del motore diesel, tali da non ingenerare false interpretazioni da parte dell’apparecchio DAE. Inoltre la misurazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della saturometria O2 non ha subito alcuna variazione particolare.

In conclusione il rumore e le vibrazioni del motore diesel delle motovedette trasmesse a tutto lo scafo ed al ponte su cui giacevano i corpi degli sperimentatori e l’apparecchio DAE in uso, non sono fonte di artefatti ecgrafici, tali da ingenerare malfunzionamento del DAE, e non hanno provocato modificazioni delle condizioni emodinamiche dei soggetti, per cui l’uso del defibrillatore e il trasporto dei malati in motovedetta appaiono sicuri.

Bibliografia:

  1. D.C.Rubinstein  J.A.M.A. 1988,259,1675.
  2. Ibsen S. Et alt-.Scand.J.Trauma Resusc.Emerg.Med .2022 Dec 12
  3. Pettinati G. -Convegno Anmco -Bari 2006 
  4. Katja Zeppemfeld-Lineeguida ESC 2022 per la gestione dei pazienti con aritmie ventricolari e la prevenzione della morte improvvisa G.I.C.

 

Si ringrazia il Comandante  della Capitaneria di Porto di Gallipoli CV Pasquale Vitiello con  tutto il personale della Guardia Costiera e i volontari del Comitato della Croce Rossa Italiana di Casarano per l’ospitalità ed il contributo donato alla realizzazione della sperimentazione.

Dott.Giacinto-Pettinati-

Dott Giacinto Pettinati

Primario Emerito di Cardiologia

Segretario Nazionale  G.I.E.C. (Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche)

 

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