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Universita-del-Salento

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLA VISIONE UMANO-CENTRICA DELLA MEDICINA

La presentazione ai Medici ed Odontoiatri Salentini attraverso le nostre interviste di alcuni dei Professori nominati per la Scuola di Medicina dell’Università del Salento è la giusta occasione per stimolare una riflessione sul ruolo e la definizione della formazione in campo medico oggi. Riflessione, a nostro avviso, necessaria perché, a fronte di una domanda di salute sempre più vasta e articolata, i Medici continuano ad occupare un ruolo centrale nel sistema sanitario e sono, di fatto, i determinanti dell’efficacia e dell’efficienza di esso.

Negli ultimi anni molte cose sono cambiate nell’attività medica sia ospedaliera che territoriale. Il Medico si è sempre più fatto carico anche di aspetti gestionali, e ciò ha comportato troppo spesso un insopportabile carico burocratico con conseguente eccessiva limitazione delle risorse.  Parallelamente il cittadino, sempre più informato attraverso i canali del web, si è nel tempo allontanato dal ruolo di “paziente” e si è trasformato in soggetto “esigente” (definizione di Ivan Cavicchi), talora fino all’ aggressività. E’ tramontata la “medicina dell’ascolto”, e la relazione medico-paziente si è svuotata.  

Il modello del “to know more and more about less and less” (“Sapere sempre di più su sempre meno”) ha portato al proliferare di specializzazioni e sub specializzazioni, con l’indubbio vantaggio di poter offrire soluzioni sempre più sofisticate nell’ambito di alcuni settori, ma a scapito di una visione olistica dell’ammalato, dell’ammalato come unicum psico-fisico, inteso come organismo e non già come mosaico di più organi. A causa della cronicizzazione di malattie un tempo rapidamente evolutive, l’’ammalato” è diventato un ‘soggetto polipatologico’, destinatario di prescrizioni farmacologiche complesse e spesso confliggenti, indicate da più specialisti che non comunicano tra loro.

Inoltre è ormai in fase avanzata ed irreversibile una tumultuosa rivoluzione tecnologica. La “Medicina” diventa sempre più “digitale” attraverso tecnologie nuove come    l’intelligenza artificiale, le stampanti 3D, la realtà virtuale (RV) e aumentata (RA), la nanotecnologia, la robotica, tutte tecnologie che tendono a rivoluzionare la sanità.

LA SANITA’ DIVENTA SEMPRE DI PIU’ DIGITALE

Gli algoritmi ad intelligenza artificiale saranno in grado di formulare piani terapeutici, sviluppare nuovi farmaci e anche analizzare attraverso un sistema omico campioni di tessuto, il tutto più velocemente di qualsiasi medico, realizzando una medicina sempre più ”customizzata” alle esigenze dei pazienti. La RV e la RA vengono già utilizzate con successo in diversi contesti, in particolare nella formazione dei futuri medici e chirurghi e nei programmi di riabilitazione. Tracker, sensori e dispositivi indossabili potranno consentire un controllo sempre più dettagliato del corpo umano; la   stampa 3D consentirà a breve la produzione di protesi ed arti artificiali, cranioplastiche, stent personalizzati ed altro ancora; la somministrazione ‘intelligente’ di farmaci sarà praticata attraverso nanoparticelle e nanodispositivi; la robotica ormai è di casa nelle sale operatorie.   

Di fronte a tale travolgente rivoluzione tecnologica le strade possibili sono due: subirla ed esserne vittime oppure governarla, ed esserne protagonisti.

Certamente non è più possibile sostenere l’esistenza di Ospedali “a metà” che soddisfano l’interesse campanilistico di alcuni sindaci, ma rendono un pessimo servizio ai Medici che vi lavorano ed ai Cittadini. Il Medico, a qualunque specialità appartenga, ha il diritto-dovere di operare in sicurezza e pertanto deve poter lavorare in un Ospedale completo dalla A alla Z, deve potersi avvalere di tecnologie all’avanguardia e usufruire di competenze diverse attraverso la multidisciplinarietà, deve poter lavorare in ambiente stimolante   dove sia garantito un continuo confronto culturale con i colleghi specialisti in altri settori.  Tutto ciò costituisce presupposto indispensabile perché sia assicurato quel processo di formazione continua che deve necessariamente occupare tutto l’arco della vita professionale del medico.  

Per tutte le considerazioni finora esposte, la Scuola di Medicina ad orientamento tecnologico dell’Università del Salento è un’occasione irripetibile per realizzare la valorizzazione delle competenze eccellenti che già insistono nel territorio, la crescita culturale che necessariamente deve coinvolgere, insieme ai Medici, tutte le professioni sanitarie, il miglioramento degli standards di prevenzione cura e riabilitazione, ed offre l’opportunità di formare   una nuova generazione di Medici in grado di coniugare conoscenza delle tecnologie e attenzione all’Uomo in quanto “persona”. Ma è necessario vigilare. La vocazione tecnologica della Scuola di Medicina di UniSalento non deve penalizzare quella che da millenni è l’essenza stessa della Medicina, cioè la visione umano-centrica che pone la “persona” al centro di ogni relazione di cura.  Perché noi siamo convinti che la Medicina, per continuare ad essere tale, deve mantenere l’Uomo al centro del rapporto medico-paziente pur senza mai rinunciare al contributo prezioso delle innovazioni tecnologiche. La Medicina deve continuare ad essere “Scienza dell’Uomo” utilizzando, in maniera ‘intelligente’ le nuove tecnologie. 

Con queste garanzie e queste prospettive il Corso MedTec di Medicina e Chirurgia attivato presso UniSalento è quanto di più attuale ed innovativo ci possa essere per l’Uomo, al servizio dell’Uomo, grazie all’Uomo. 

Dalla Redazione di Salento Medico un caloroso benvenuto ed auguri di buon lavoro ai Professori della Scuola di Medicina e Chirurgia di UniSalento.

SALVATORE SILVIO COLONNA 

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