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PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE PER AMPLIARE L’OFFERTA

Nel 2012 vedeva la luce il “Calendario Vaccinale Per la Vita”, varato da SItI (Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva), FIMMG (Federazione Italiana di Medicina Generale), FIMP (Federazione Italiana Medicina Pediatrica); primo documento ufficiale contenente raccomandazioni in ambito vaccinale per tutte le età(1)

Fino ad allora il Calendario vaccinale era dedicato all’età evolutiva(2,) e le vaccinazioni per l’adulto non erano sistematizzate ma contenute in maniera frammentata in norme e/o raccomandazioni, quali Circolari ministeriali e/o direttive regionali, spesso difformi nella composita realtà geografica regionale. Ad esempio la vaccinazione anti-epatite A e B raccomandate per soggetti adulti appartenenti a categorie a rischio, l’anti-influenzale raccomandata e offerta agli ultrasessantacinquenni e soggetti a rischio, ecc.(3)

In realtà in alcune Regioni già dall’inizio del nuovo millennio si era cercato di ampliare l’offerta di profilassi vaccinale negli adulti. Infatti in Puglia nel 2001 fu lanciata la vaccinazione antipneumococcica (con vaccino polisaccaridico 23-valente). L’esordio di tale vaccinazione non fu tuttavia particolarmente entusiasmante; infatti il numero di dosi somministrate fu pari al 6% circa del numero totale delle dosi di vaccino antinfluenzale. Negli anni successivi sono state adottate diverse formule per favorire ed ampliare la protezione della popolazione adulta. (4)

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 ha sottolineato “l’importanza della promozione della salute e della prevenzione tra i gruppi più fragili come soggetti con MCNT delle relative complicanze attraverso diverse strategie tra cui gli interventi vaccinali”.(5)

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ha ulteriormente ampliato l’offerta vaccinale ai soggetti adulti introducendo la raccomandazione della vaccinazione contro Herpes Zoster e sollecitando l’individuazione dei soggetti a rischio di contrarre malattie invasive al fine di offrire loro “attivamente” le diverse vaccinazioni disponibili.(6)

 Le evidenze ci dicono però che anche la stessa vaccinazione antinfluenzale non ha mai avuto coperture superiori a circa il 20% dei soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni con malattie croniche.(7)

Una survey condotta da C.R.E.A. Sanità nel 2018 ha evidenziato come solo la vaccinazione antinfluenzale sia somministrata da Medici di medicina generale in maniera pressoché esclusiva, tale prevalenza cala progressivamente per la vaccinazione antipneumoccica per la somministrazione di vaccini ai soggetti a rischio, fino a ridursi al 16%  per la somministrazione delle dosi di vaccino anti H.Z., ciò nonostante l’esistenza di un accordo aziendale con i MM.MM.GG in 39/40 A.S.L. partecipanti allo studio.(8)

Il Nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025, introduce il concetto di “vaccinazioni per età” proponendo nell’età adulta un pannello completo di interventi vaccinali. Tra queste assume particolare rilievo il recupero della vaccinazione anti Papilloma virus alle donne in occasione della prima chiamata per lo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero.(9)

L’esperienza pandemica ci ha offerto altri elementi di riflessione sull’argomento della prevenzione vaccinale. Nel periodo compreso tra marzo e dicembre 2020 si sono verificati in Italia 100.526 morti in eccesso rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019; l’eccesso di mortalità nella popolazione generale nello stesso anno e pari al 21% e raggiunge il 76,3% negli over 80. Ancora nel 2023 a partire da agosto si è registrato un trend in crescita del tasso di mortalità per COVID in soggetti anziani con un picco a novembre pari a 18/mln per settimana nella fascia di età 80-89 e 44/mln nei soggetti di età >90 anni con un numero di morti settimanale pari a 290 ca. per settimana. Ciononostante nel medesimo periodo la copertura media in Italia per richiamo di vaccinazione anti-SARS-CoV2 si è attestata al 7,4%.(10,11)

Eppure continuano ad essere pubblicati i risultati di ricerche che dimostrano i danni a distanza causati a livello micro vascolare (cardiaco ed encefalico) del SARS-CoV2.(12, 13) Per converso le evidenze (Report AIFA) dimostrano che 83,3% delle segnalazioni di sospette reazioni avverse a vaccino erano classificate come non gravi. L’incidenza dei decessi correlabili alla vaccinazione rispetto ai casi segnalati è pari allo 0,2/milione di dosi.(14)  Nel contempo i tassi di ospedalizzazione in terapia intensiva nei ultraottantenni non vaccinati o parzialmente vaccinati raggiungono picchi di oltre 400/100.000 (vs. 100/100.000 nei vaccinati) e i decessi arrivano a 90/100.000 (vs 20/100.000 nei vaccinati).(15)

Anche l’influenza ha ripreso vigore e le ultime due ondate epidemiche stagionali hanno superato ogni previsione raggiungendo picchi ragguardevoli ben superiori a quelli dell’ultimo decennio.(16) Le stime ci dicono anche questa patologia provoca un eccesso di mortalità pari a circa 8000 decessi anno in Italia ed è un dato acquisito, anche in questo caso, il danno diretto a livello cardiaco da parte del virus influenzale.(17, 18) Eppure anche in questa circostanza non riusciamo a raggiungere coperture ottimali negli ultrasessantacinquenni (52% nella stagione 2022-23) e del 20% circa nei soggetti affetti da patologie croniche.(19)

E’ evidente che la fenomenologia sin qui descritta attiene ad una “Percezione del rischio” totalmente distorta nella popolazione. (20)

Conclusioni

Negli ultimi decenni l’offerta vaccinale ha subito un notevole impulso con estensione del target alla popolazione adulta. I soggetti con particolari condizioni di rischio (patologie croniche, trattamenti farmacologici, comportamenti, ecc.), ovvero appartenenti a categorie che per età sono maggiormente soggetti a patologie invasive ad elevata letalità (ultrasessantacinquenni), sono stati oggetto di attenzione nei programmi di Sanità Pubblica.

Estesi interventi vaccinali negli adulti, come dimostrano ormai molti studi, oltre a ridurre l’impatto sul Sistema Sanitario nel corso di eventi epidemici stagionali e non, sono in grado di ridurre gli esiti invalidanti e la letalità specifica oltre a rivestire un ruolo non marginale nel contrastare l’antibiotico resistenza.

Tuttavia, tranne specifiche circostanze, quale ad esempio l’adesione al ciclo di base per la vaccinazione anti-CoViD-19 nella popolazione adulta ha superato il 90% (almeno nelle prime dosi), la copertura vaccinale per le vaccinazioni raccomandate dall’attuale calendario vaccinale per la vita sono molto lontane dai livelli di copertura minima accettabile. L’ovvia conseguenza è rappresentata dallo stagionale intasamento dei reparti internistici ospedalieri. 

Occorre pertanto ripensare ad una strategia con interventi multifattoriali che devono tener conto della necessità di attuare modelli di comunicazione efficace che contrasti con dati oggettivi anche la disinformazione (sempre più diffusa) spesso basata su dati privi di qualunque valore scientifico. E’ inoltre necessario un coinvolgimento sempre più ampio della comunità scientifica che veda la partecipazione non solo della medicina generale ma anche degli specialisti (ospedalieri e ambulatoriali) uniti in una sinergica azione di offerta attiva dei vaccini raccomandati. Questi ultimi devono sempre essere inseriti nei PDTA approvati da Società Scientifiche e/o Organismi nazionali e regionali. E’ inoltre essenziale varare programmi di offerta attiva che faciliti l’accesso da parte dei cittadini e al contempo individuare interventi di controllo dell’adesione e offerta personalizzata con utilizzo dei moderni sistemi comunicativi. La messa in campo di tutte queste azioni e il rafforzamento dei Servizi di Sanità Pubblica, preposti alla Governance dell’offerta vaccinale, potrà consentire il superamento dello scetticismo che attualmente costituisce un freno per il raggiungimento degli obiettivi di salute.

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Dr. Alberto Fedele

Dr. Alberto Fedele

Bibliografia

  1. https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=7840
  2. D.M. 7 aprile 1999 “Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomadate per l’età evolutiva” (G.U. 15.04.1999, n. 87)
  3. Piano nazionale vaccini 1999-2000 (GU n.176 del 29-7-1999 – Suppl. Ordinario n. 144)
  4. Forty years (1978-2018) of vaccination policies in Italy. Signorelli C. Acta Biomed. 2019; 90(1): 127–133.
  5. Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, sulla proposta del Ministero della salute concernente il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2014-2018. Rep. Atti 13 novembre 2014, n. 156/CSR
  6. Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 (G.U. 18.02.2017, n. 41)
  7. https://www.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioContenutiInfluenza.jsp?id=679&area=influenza&menu=vuoto
  8. 14° Rapporto Sanità “Misunderstang”. Spadonaro F. et al. CREA Sanità, 2018
  9. Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) 2023-2025 (G.U. 02.08 2023, n. 194)
  10. https://www.istat.it/it/archivio/240401
  11. https://www.salute.gov.it/reportVacciniAntiCovid/
  12. SARS-CoV-2 infection triggers pro-atherogenic inflammatory responses in human coronary vessels. Eberhardt N. et al. Nature Cardiovascular Research volume 2, pages899–916 (2023)
  13. COV1D·19 and Risk of Acute Ischemie Stroke Among Medicare Beneficiaries Aged 65 Years or Older. Self-Controlled Case Series Study. Quanhe Yang et al. Neurology February   22, 2022 issue  98 (8)en  8-e789  
  14. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_9.pdf
  15. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3410_allegato.pdf
  16. https://www.epicentro.iss.it/influenza/respinews#epi
  17. Investigating the impact of influenza on excess mortality in all ages in Italy during recent seasons (2013/14-2016/17 seasons). Int. J. Infect Dis novembre 2019
  18. WHO 2) Ryan, J. et al. Vaccine 2006. 24(47-48):6812–6822) Kostova et al. PlosOne 2013
  19. Acute Myocardial Infarctionafter laboratory-confirmed influenza infection. Kwong J.F et al. The New England J. of Medicine, 2018 Jan 25;378(4):345-353.
  20. Associations of COVID-19 risk perception with vaccine hesitancy over time for Italian residents. Social Science & Medicine Vol. 272, March 2021, 113688.

 

 

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