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RILANCIARE LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE DELL’INFANZIA

L’attuale momento storico stimola una riflessione ampia sulle problematiche sociali e sanitarie inerenti all’età pediatrica; tra queste emerge prepotentemente il tema della prevenzione delle malattie infettive dell’infanzia attraverso le vaccinazioni, ormai a rischio per i vincoli imposti dalla pandemia da SARS-CoV-2. Venute meno le restrizioni per il mutato scenario epidemiologico imposto dal COVID, stanno riaffiorando le patologie trasmissibili per via aerea, molte delle quali prevenibili tramite vaccinazione. Emerge dunque la necessità di interventi di prevenzione primaria di Sanità Pubblica finalizzati al loro contrasto. Non possiamo fare a meno di osservare che da operatori sanitari stiamo assistendo al perpetuarsi di una palese diffidenza, disinformazione e resistenza verso le vaccinazioni, maggiormente verso quelle destinate a bambini e adolescenti.  

Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale implementazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale. 

Il Calendario stabilisce i tempi per la somministrazione dei vaccini che si basano:

  • sulle caratteristiche del vaccino;
  • sulla probabilità che una malattia si verifichi a una certa età;
  • sull’età;
  • sullo stato immunitario del bambino o dell’adolescente.

Questi aspetti, insieme alla necessità di mantenere un fronte compatto di popolazione immune dalla malattia (immunità di gruppo o di gregge), spiegano perché è importante aderire il più strettamente possibile al calendario raccomandato.

Alcuni vaccini richiedono più di una somministrazione per fornire una protezione adeguata e persistente nel tempo, mentre altri sono in grado di garantire un’elevata protezione per tutta la vita con una singola somministrazione.

Il nuovo PNPV (Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale) rappresenta la migliore delle strategie messe in atto per assicurare la migliore copertura vaccinale possibile.

Una delle principali novità introdotte dal PNPV è la predisposizione del Calendario vaccinale come documento distinto e, quindi, facilmente aggiornabile in base ai futuri scenari epidemiologici, alle nuove evidenze scientifiche e alle innovazioni legate all’introduzione di nuovi prodotti vaccinali.

Il nuovo Calendario, insieme alle vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente per fascia d’età, indica anche le vaccinazioni raccomandate a particolari categorie a rischio (per condizione medica, esposizione professionale, vulnerabilità sociale ed economica) e comprende le raccomandazioni per i vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 e la vaccinazione antinfluenzale.

Dal 2020 viene fornito gratuitamente ai bambini sotto i 6 anni e, fortemente raccomandato, il vaccino contro l’influenza in quanto i più piccoli sono spesso “portatori” dell’infezione nelle famiglie e poiché i sintomi dell’influenza sono sovrapponibili ai sintomi del COVID-19.

La vaccinazione antinfluenzale pediatrica rappresenta una scelta di valore che però non è ancora adeguatamente diffusa e condivisa. Molti sono i motivi di questo mancato riconoscimento, nonostante sia ormai noto l’impatto dell’influenza sia a livello individuale sia a livello di collettività.

L’influenza, non solo nella popolazione pediatrica, è una malattia stagionale con un impatto importante sulla sanità pubblica e fonte di costi rilevanti, sia diretti sia indiretti, per la gestione dei casi, delle complicanze della malattia e delle misure di controllo previste dalle autorità sanitarie. Il vaccino è l’arma più importante, non solo dal punto di vista clinico (per riduzione di complicanze, di ospedalizzazioni e di visite) ma anche dal punto di vista economico. Per questa ragione il vaccino rappresenta una opportunità di risparmio per il sistema sanitario nazionale e deve essere visto come un investimento per il ritorno economico rilevante che potrebbe generare considerando non solo il costo del vaccino, ma tutto quello che la vaccinazione su larga scala, con coperture ottimali, potrebbe comportare.

In Italia, però, il tasso di copertura della vaccinazione antinfluenzale pediatrica rimane inferiore alla vaccinazione antinfluenzale degli adulti, pur con notevoli differenze tra le Regioni, dovute sicuramente a una ridotta o assente percezione del rischio ma anche alle diverse modalità di somministrazione e alle figure coinvolte.

La strategia vaccinale attuale prevede il coinvolgimento di tanti attori: per la vaccinazione dei bambini il rapporto privilegiato è con il pediatra di libera scelta ed è necessario lavorare con questa categoria di professionisti non solo per la vaccinazione antinfluenzale ma per tutti i vaccini dell’età evolutiva.

Inoltre, si dovrebbero implementare le occasioni e i luoghi in cui offrire le vaccinazioni. Il luogo dove la sanità pubblica può rivolgersi a tutti i genitori è la scuola e con questa istituzione bisogna lavorare in sinergia per migliorare la cultura e l’informazione vaccinale. Ma l’esperienza del COVID ci ha fatto scoprire o riscoprire le piazze, le palestre, i centri commerciali…

L’ampliamento della lista delle vaccinazioni raccomandate per l’infanzia, come l’introduzione della vaccinazione antimeningococcica contro i ceppi dei gruppi A, C, Y, W135 fin dal compimento del primo anno di vita, è uno degli strumenti più potenti di difesa della popolazione e ha permesso una grande riduzione della mortalità e delle malattie infantili.

Si calcola, infatti, che i vaccini nel mondo salvino cinque vite ogni minuto, ovvero 7.200 vite ogni giorno, e che evitino oltre 2.500.000 morti ogni anno. I vaccini sono dunque l’intervento medico a basso costo che più di tutti ha cambiato la nostra salute.

Nel Piano vengono anche individuate alcune aree prioritarie di azione, con un’attenzione particolare agli indicatori di monitoraggio, agli interventi nelle aree di mancato raggiungimento dei valori target delle coperture vaccinali e di quelle che hanno registrato criticità nell’offerta vaccinale destinata ad adolescenti e adulti.

In particolare, viene ampliata l’offerta gratuita e attiva della prevenzione delle infezioni da papillomavirus sia nelle femmine (fino a 26 anni) che nei maschi (fino a 18 anni).

Nonostante le forti evidenze a sostegno di questa vaccinazione, in Italia la copertura vaccinale per HPV nelle ragazze e nei ragazzi undicenni si è ulteriormente ridotta nel 2020 (coorte di nascita 2008), a causa del forte impatto della pandemia sulle attività vaccinali che è stato particolarmente marcato proprio nei confronti delle vaccinazioni di adolescenti e adulti. 

Per cui appare fondamentale la necessità, nei prossimi anni, di mettere in atto tutte le azioni possibili per rilanciare efficacemente la vaccinazione contro HPV, puntando al raggiungimento dell’obiettivo di copertura vaccinale ≥95% negli adolescenti e alla progressiva riduzione dell’incidenza del tumore della cervice uterina

Le principali azioni da intraprendere sono: 

  • rilanciare e rafforzare la campagna nazionale di vaccinazione contro HPV, prevedendo il coinvolgimento attivo del territorio in particolare PLS/MMG e consultori familiari; 
  • favorire la vaccinazione attraverso l’ampliamento dell’accesso ai servizi vaccinali, l’organizzazione di open day e l’estensione dell’offerta attiva e gratuita del vaccino;
  • analizzare i determinanti dell’esitazione vaccinale nei confronti dei vaccini anti-HPV, intervenire su di essi e sviluppare una estesa campagna comunicativa e informativa impegnata su più fronti: scuole, punti di ritrovo per i giovanissimi e i giovani, tutti i media (anche i social media).

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Obiettivi PNPV

  • Mantenere lo stato polio free;
  • Raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia;
  • Rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV correlate;
  • Raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target rafforzando reti e percorsi per le vaccinazioni;
  • Promuovere le vaccinazioni nei gruppi ad alto rischio per patologia;
  • Ridurre le diseguaglianze e intervenire su gruppi di popolazione poco raggiungibili e con bassa copertura;
  • Completare l’informatizzazione dell’anagrafe vaccinale mettendo a regime l’anagrafe vaccinale nazionale;
  • Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino;
  • Rafforzare la comunicazione in campo vaccinale;
  • Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni.

L’obiettivo è quindi quello di proteggere il singolo individuo dal rischio di contrarre determinate infezioni e dalle loro possibili conseguenze, e ridurre la circolazione di patogeni trasmissibili da persona a persona in una comunità, contrastando così possibili epidemie.

 

Dr. Mariano Magrì

Dr. Mariano Magrì

 

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