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ANALISI DEI CASI ACCERTATI NELL’ANNO 2022 L’IMPEGNO DEGLI OPERATORI DEGLI SPESAL AREA NORD E AREA SUD DELLA ASL DI LECCE

Introduzione

Le Unità Operative di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti e nei luoghi di Lavoro del Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce sono articolate nelle due sedi territoriali di Lecce e Maglie. I due Servizi mettono in atto interventi di prevenzione, vigilanza e ispezione nei luoghi di lavoro pubblici e privati rispettivamente nei territori di loro competenza. L’operatività dei Servizi è stata organizzata per rispondere appieno alle indicazioni dei PNP e PRP Regione Puglia. Gli interventi per gli infortuni e le malattie professionali avvengono a seguito di segnalazioni, esposti, deleghe dell’Autorità Giudiziaria, anche in pronta disponibilità non programmabili a seguito di eventi lesivi gravi (codici rossi e gialli). Le modalità operative sono state condivise in un protocollo d’intesa tra la Procura, l’INAIL, i Vigili del Fuoco, le ASL e le Direzioni Provinciali del Lavoro rispettivamente nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto.

A supporto degli Spesal, ad agosto 2022, la ASL Lecce ha deliberato la ricostituzione della U.O.S. a valenza Dipartimentale denominata COMIMP “Articolazione Provinciale ASL Lecce del Centro di Osservazione e Monitoraggio degli Infortuni sul Lavoro e Malattie Professionali”. Il COMIMP elabora e pubblica report epidemiologici su infortuni e malattie professionali con la finalità di realizzare un flusso informativo che vada ad alimentare quello regionale e di individuare priorità di intervento sul territorio.

Analisi territoriale 

Nella Provincia di Lecce risiedono 769.833 abitanti (dati ISTAT provvisori 2022) distribuiti in 96 comuni. Di seguito, nelle 3 figure che seguono, sono riportati i dati in percentuale della popolazione occupata nei settori economici, quella di occupazione, e quella con la distinzione per sesso.

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Grafico-infortuni-sul-lavoro

Figura 1 –  Occupati per settore di attività economica (media 2021)

Nella Figura 1 la voce “SERVIZI” comprende le categorie commercio, strutture ricettive, trasporti, intermediazione monetaria e finanziaria, attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, istruzione, sanità e tutti gli altri servizi pubblici, sociali e personali.

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Figura 2 – Popolazione superiore a 15 anni occupata.

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Figura 3 – Distinzione per sesso (media 2021)

Interventi degli Operatori SPESAL in ambito infortunistico

Il Personale degli SPESAL, con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria nell’ambiente dei luoghi di lavoro, garantisce nelle 24 ore gli interventi in caso di infortuni sul lavoro segnalati dal Servizio di Emergenza e Urgenza (codice rosso – giallo valutabile) così come previsto nel protocollo d’intesa con Procura, Inail, VVFF e Direzione Provinciale del Lavoro. Le indagini possono essere anche previste d’ufficio o su richiesta/delega dell’Autorità Giudiziaria e da INAIL.

Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte delle persone o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Nel 2022 sono state effettuati 81 interventi: di questi 57 hanno interessato l’Area Nord e 24 l’Area Sud di Maglie. 6 infortuni hanno causato il decesso del lavoratore coinvolto.

62 chiamate sono pervenute dal 118, gli altri interventi sono stati effettuati d’ufficio o segnalati dalle forze dell’ordine.

Il settore lavorativo maggiormente coinvolto è quello dell’Edilizia con 27 infortuni, con età media piuttosto elevata: 54,2 anni. Figura 4 con tabella.

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Figura 4 Suddivisione percentuale degli infortuni in provincia di Lecce suddivisi per comparto.

 

Fattore determinante nelle modalità degli eventi infortunistici. 

Nella Tabella n.1 sono riportati i fattori responsabili nell’accadimento degli eventi infortunistici: gli urti contro ostacoli (di qualsiasi genere: oggetti, materiali, etc.), il terreno e i pavimenti bagnati con cadute pericolose, le contratture da sforzo, la proiezione di materiali, il contatto con organi in movimento, lo schiacciamento da gravi, le cadute dall’alto, etc.. 

Fattore determinante n° infortuni %
AUTOMEZZI 3 3,7%
CADUTE dall’alto/profondità 38 46,9%
COLPITO DA MATERIALE 2 2,5%
CONTATTO CON ORGANI IN MOVIMENTO 2 2,5%
FOLGORAZIONE 1 1,2%
INTOSSICAZIONE 1 1,2%
SCHIACCIATO\COLPITO 18 22,2%
SFORZI 1 1,2%
TAGLI 4 4,9%
TERRENO\PAVIMENTO 7 8,6%
URTI CONTRO 4 4,9%

Tabella 1suddivisione percentuale dei fattori responsabili nell’accadimento degli eventi infortunistici.

Le 38 cadute dall’alto sono la principale causa di infortunio e di queste: 13 sono cadute da ponteggio (privi delle dovute protezioni o non correttamente montati) e 14 da scale di vario tipo. 

Il successivo istogramma a colonne (Figura 5) evidenzia meglio questo dato.

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Figura 5Istogramma sui fattori responsabili nell’accadimento degli eventi infortunistici.

 

A tal proposito si rimanda ad un interessante video sulla sicurezza nei cantieri e sulla protezione dalle cadute dall’alto.

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/multimedia/video-gallery/videogallery-cantieri-sicuri-protezione-cadute.html

E al libretto:                       

https://www.inail.it/cs/internet/docs/linee-guida-manutenzione-scale.pdf?section=attivita

Nelle figure successive vengono riportati i dati relativi alla numerosità degli infortuni suddivisi in classi di età, sesso, parti del corpo maggiormente coinvolte negli eventi lesivi.

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Figura 6 Numerosità degli infortuni suddivisi in classi di età.

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Figura 7 Distinzione per sesso. Frequenza assoluta.

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Figura 8 – Parti del corpo maggiormente interessate.

 

PARTE DEL CORPO NUMERO FREQUENZA
addome 2 2,5%
arto inferiore 14 17,3%
arto superiore 3 3,7%
cranio 15 18,5%
lesione da folgorazione 1 1,2%
mano, polso 7 8,6%
sedi multiple 24 29,6%
rachide 7 8,6%
spalla 1 1,2%
torace 5 6,2%
volto 2 2,5%
totale 81 100%

 

Tabella 2 – Parti del corpo maggiormente interessate.

Dati INAIL sugli infortuni gennaio-ottobre 2022- Regione Puglia.

La Tabella n.3 estratta dal report annuale dell’INAIL riporta l’analisi della numerosità degli eventi infortunistici lavorativi verificatisi nell’arco temporale 1 gennaio – 31 ottobre 2022 nella Regione Puglia e fa riferimento alle denunce di infortunio per provincia di accadimento:

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Tabella 3Denunce di infortunio per provincia

Nel numero complessivo delle denunce sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento. Sono altresì compresi anche gli infortuni in itinere e quelli verificatisi in occasione di lavoro con mezzo di trasporto, che non sono di competenza dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di Lavoro delle ASL. Si nota un importante incremento del numero di denunce rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; incremento che interessa tutte le province pugliesi.

 

Nella Tabella 5 successiva, sono riportate le denunce di infortunio mortali, comprensive, anche in questo caso degli eventi accaduti con mezzo di trasporto ed in itinere. Si può constatare una netta diminuzione degli eventi mortali, riconducibile soprattutto ad una riduzione delle morti da SARS-Cov-2 nel periodo gennaio-ottobre 2022.

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Tabella 4Denunce di infortunio mortale per provincia.

Conclusioni.

Dalla valutazione di quanto sopra riportato, diventa fondamentale per ridurre i rischi di infortunio ma anche di malattia professionale, indirizzare l’impegno dei Servizi di Vigilanza, oltre che in ambito di controllo anche in quello di assistenza – supporto alle aziende dei vari comparti, specie in edilizia ed agricoltura. Un aiuto arriva dai piani mirati di prevenzione: 

Macro Obiettivo M04.

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025, nell’ambito del Macro Obiettivo M04 (Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali), riconosce nel Piano Mirato di Prevenzione  lo “strumento in grado di organizzare in modo sinergico le attività di assistenza e di vigilanza alle imprese, per garantire trasparenza, equità e uniformità dell’azione pubblica e una maggiore consapevolezza da parte dei datori di lavoro dei rischi e delle conseguenze dovute al mancato rispetto delle norme di sicurezza, anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per una crescita globale della cultura della sicurezza”. Il PMP rappresenta uno strumento innovativo di controllo, fondato sulla conduzione di processi di prevenzione volti al miglioramento delle misure generali di tutela e non alla sola verifica della applicazione della norma. Con esso, l’azione dei Servizi per la tutela della salute e sicurezza del lavoratore si orienta, infatti, verso il supporto/assistenza al mondo del lavoro, facilitando l’accesso delle imprese alla conoscenza, ovvero alla valutazione e corretta gestione dei rischi, al fine di raggiungere anche e soprattutto le piccole e medie imprese che costituiscono gran parte del tessuto produttivo italiano e regionale. In termini operativi il PMP è un’azione complessa, organizzata, coordinata, multidisciplinare finalizzata ad elevare i livelli di tutela della salute della popolazione lavorativa, attraverso la riduzione di uno o più determinanti di rischio. Questi percorsi costituiscono la modalità con cui gli organi di vigilanza possono affiancare alla consueta attività di ispezione una moderna modalità di controllo che permette di assistere le aziende “virtuose”. In questa logica, le ASL coinvolgono le aziende del loro territorio in percorsi strutturati di prevenzione che consentono alle stesse, attraverso seminari/riunioni/sessioni informative e formative ed un susseguirsi di processi di autovalutazione e valutazione dei rischi (in un periodo determinato), di conoscere ed applicare autonomamente nelle loro sedi/reparti quelle misure tecniche, organizzative e procedurali che riducono il rischio di nuovi infortuni e nuove malattie professionali. (Linee Guida Piani Mirati di Prevenzione – Regione Puglia)

Concetto “Vision Zero” – Investire in sicurezza.

Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non sono né predeterminati né inevitabili: hanno sempre delle cause. Costruendo una forte cultura della prevenzione, queste cause possono essere eliminate e possono essere prevenuti gli incidenti sul lavoro, i danni e le malattie professionali.

“Vision Zero” è un approccio trasformativo alla prevenzione che integra le tre dimensioni di sicurezza, salute e benessere a tutti i livelli di lavoro.

Condizioni di lavoro sicure e salubri non sono solo un obbligo legale e morale, ma sono anche economicamente vantaggiose. La ricerca internazionale sul ritorno degli investimenti in prevenzione dimostra che investire in sicurezza genera effetti economici. Condizioni di lavoro sane contribuiscono a un’attività sana.

Il concetto Vision Zero dell’ISSA (International Social Security Association) è flessibile e può essere adattato alle specifiche priorità di sicurezza, salute o benessere per la prevenzione in un dato contesto, compreso quello del mondo del lavoro.

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Rocco Giuseppe Cazzato

Responsabile COMIMP Asl Lecce

 

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